Un breve commento al decreto sulla fattura elettronica B2B

Dalla lettura di un recente articolo sul nuovo decreto per la fattura elettronica tra privati, mi sento di condividere solo alcune delle critiche.

Per cominciare, non è detto che il servizio gratuito di fatturazione elettronica per i privati sia fatto direttamente dall’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche trattarsi di un’estensione di quelli attuali (es: Unioncamere).

Nell’articolo non viene messo sufficientemente in evidenza che il Decreto tratta in parte della fattura elettronica, ma per lo più è diretto a regolare la trasmissione dei “dati di tutte le fatture”, che comunque sembrerebbe cosa diversa dalla trasmissione del “documento fattura”.

Non credo ci sia conflitto tra la funzione di controllo e la funzione di conservazione, e comunque non è detto che la conservazione sostitutiva - che dovrà rispettare tutte le disposizioni normative di riferimento – sarà svolta direttamente dall’Agenzia delle Entrate, potrebbe essere svolta anche da un soggetto esterno.

Ovviamente la fattura elettronica prevista nel 2004 non è paragonalbile a quella del Decreto, visto che si parla sempre di formato strutturato, e non più di semplice PDF.

Sono invece d’accordo sulla difficoltà di interpretazione dell’art. 1. E poi il servizio di emissione e conservazione sarebbe diretto anche alle imprese che attualmente emettono fatture verso la PA? Se così non fosse, ci potrebbe essere una grande disparità di trattamento tra imprese che fatturano alla PA e le altre imprese…

L’articolo è stato pubblicato su Agendadigitale.eu

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La fatturazione elettronica per gli enti locali: istruzioni per l’uso

einvoiceE’ stato recentemente pubblicato un questionario da compilare su come si intenderà attivare la fatturazione elettronica in vista della scadenza del prossimo 31 marzo 2015, rivolto in particolare agli enti locali; l’indagine è curata dalla fondazione IFEL, in collaborazione con l’ANCI.

Lo schema utilizzato per il questionario è analogo a quello già utilizzato per le Pubbliche Amministrazioni centrali, prima dell’attivazione della fattura elettronica del 6 giugno scorso.

I dati richiesti sono abbastanza semplici, e costituiscono anche un utile punto di partenza per iniziare a programmare le azioni organizzative necessarie per arrivare preparati al prossimo 31 marzo, per tutti quegli Enti che ancora debbono prepararsi per la fattura elettronica. Continue reading “La fatturazione elettronica per gli enti locali: istruzioni per l’uso” »

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Anche la marca da bollo diventa finalmente elettronica

marca da bolloCon il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 19 settembre scorso, adottato d’intesa con la Funzione Pubblica, sono state definite le regole per il pagamento della marca da bollo in via telematica.

La previsione originaria era già contenuta nella L. di semplificazione (L. 4 aprile 2012, n. 35 – articolo 6-bis), secondo cui l’Agenzia delle Entrate avrebbe emanato un provvedimento con cui venivano stabilite le modalità per il calcolo e per il pagamento dell’imposta di bollo per via telematica, anche attraverso l’utilizzo di carte di credito, di debito o prepagate.
La medesima disposizione era stata poi riportata nel comma 596 della L. 147/2013, fissando la scadenza dell’emissione del provvedimento entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Continue reading “Anche la marca da bollo diventa finalmente elettronica” »

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A che cosa serve l’identità digitale senza il domicilio elettronico?

domicilio digitaleAbbiamo letto nei mesi scorsi le dichiarazioni del premier Matteo Renzi sul futuro “PIN unico” del cittadino per accedere alle proprie pratiche online.

Siamo sicuri che questa novità basti per far decollare la digitalizzazione dei rapporti tra cittadino e PA?

L’identità di un soggetto – persona o impresa – non è da sola sufficiente per permettere la gestione  completamente in modalità digitale dei propri rapporti con la Pubblica Amministrazione; solo per fare qualche esempio banale, la quasi totalità delle istanze presentate presuppongono poi una successiva risposta da consegnare al richiedente.

Mentre per inviare una richiesta alla PA si possono utilizzare i vari canali – PEC, portali tematici, ecc. – che canale può utilizzare la PA per comunicare l’esito della richiesta? Continue reading “A che cosa serve l’identità digitale senza il domicilio elettronico?” »

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Il bollo sull’atto informatico: un timido inizio di semplificazione?

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Partendo dal presupposto che le tasse vengono sempre pagate malvolentieri, probabilmente ce ne sono lacune più “odiose” di altre: e tra queste sicuramente rientra l’imposta di bollo sulle richieste e sugli atti emessi dalla Pubblica Amministrazione.

E nel caso di richiesta inviata via web o atto informatico emesso dall’Amministrazione, il pagamento dell’imposta di bollo rischia anche di diventare un ostacolo in più, talvolta insormontabile, soprattutto per quanto riguarda il pagamento, ma anche riguardo al conteggio; senza questa ultima modifica, si doveva infatti applicare la Tariffa, nella parte in cui prevede che la marca da bollo va conteggiata ogni 4 fogli (quindi pagine del file).

È di pochi giorni fa una notizia apparsa sul Corriere di Bologna (12/1/2014), in cui l’amministratore delegato di una multinazionale svedese, con una sede del territorio bolognese, si lamenta perché ha dovuto pagare ben 272 Euro corrispondenti ad altrettante marche da bollo per ritirare un’autorizzazione – che forse non era informatica, o che comunque era stata fatta prima dell’entrata in vigore della modifica normativa sull’imposta di bollo sull’atto informatico.

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Con la L. di Stabilità n. 147/2013 è stata invece prevista una – forse inattesa – semplificazione, che una volta tanto può dare una mano alla digitalizzazione: infatti ai commi 591 e seguenti si dice esplicitamente che “Per le istanze trasmesse per via telematica, l’imposta di cui al comma 1-bis (cioè le istanze trasmesse per via telematica agli organi della Pubblica Amministrazione) e’ dovuta nella misura forfettaria di euro 16,00 a prescindere dalla dimensione del documento”. Continue reading “Il bollo sull’atto informatico: un timido inizio di semplificazione?” »

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