Fattura Elettronica – Opportunità e costi per le PMI

innovazione e PMI

Le Piccole e Medie Imprese sono in grado di gestire la Fattura Elettronica?

Che reazione possono avere le PMI di fronte all’obbligo di adottare il tracciato FatturaPA?

E’ vero che da un lato il nuovo formato di fattura può comportare dei vantaggi per le imprese, primo fra tutti minori tempi di pagamento da parte della PA, oltre che a minori costi di gestione delle fatture (diretti e indiretti) nel lungo periodo, che sarebbero ancora maggiori se collegati a semplificazioni di adempimenti fiscali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (es. comunicazione dei dati sullo spesometro).

Ma allo stesso tempo, ci sono anche alcune difficoltà iniziali, dovute soprattutto ai costi di integrazione dei propri software gestionali per produrre la fattura nel formato FatturaPA. Continue reading “Fattura Elettronica – Opportunità e costi per le PMI” »

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Tutte le novità sulla Fattura Elettronica con il DL 66/2014

einvoiceLa Fattura Elettronica rappresenta la sfida del momento per le PA e le imprese, per quanto riguarda la digitalizzazione dei documenti e la dematerializzazione dei processi; da un lato ci stiamo avvicinando alla scadenza del 6 giugno – data a partire da cui scatta l’obbligo per le PA centrali di ricevere le fatture in formato elettronico da parte dei propri fornitori; dall’altro lato con il recente DL. del 24/4/2014 n. 66 (cd. Decreto Irpef 2014) è stata prevista l’anticipazione dell’obbligo per le altre Amministrazioni al 31 marzo 2015 (che in base alle disposizioni precedenti era fissato invece al 6 giugno 2015), e la medesima data vale anche per gli Enti locali, per i quali si era invece in attesa di un apposito decreto. Continue reading “Tutte le novità sulla Fattura Elettronica con il DL 66/2014” »

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Pubblicazione di Open Data: spunti di riflessione

Uno degli aspetti che è emerso nell’ultimo incontro di SOD 14 sul tema degli Open Data è la necessità di “engagement”, che vuol dire coinvolgere il pubblico esterno – cittadini/imprese e PA: da un lato per far capire cosa sono gli Open Data e come si possono utilizzare, e dall’altro lato – soprattutto riguardo alle Amministrazioni più piccole – per iniziare il processo di pubblicazione di dati in formato aperto.

In questo contesto, l’ “engagement” si può misurare per esempio dall’utilizzo degli Open Data che viene fatto, ma probabilmente non si è ancora in grado di fare valutazioni precise in proposito, se non il numero di download registrato nella piattaforma di pubblicazione.

Invece, dal punto di vista delle Amministrazioni, l’ “engagement” di un territorio si può più facilmente misurare, ad esempio, con il numero di Enti che pubblicano i propri dati sul portale regionale, oppure anche con il numero di Direzioni che forniscono dati aperti, nell’ambito della stessa organizzazione.

Nel secondo caso l’indicatore valuta la condivisione interna all’ente nel processo di pubblicazione dei dati; nel primo caso, invece, si valuta il coinvolgimento degli enti del territorio. Continue reading “Pubblicazione di Open Data: spunti di riflessione” »

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Come apporre firme digitali multiple sul documento informatico

firma digitaleL’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato sul proprio sito un documento con cui dà indicazioni e chiarisce alcuni dubbi in tema di apposizione di più firme digitali e di inserimento di campi di testo a documenti già firmati digitalmente (come ad esempio la segnatura di protocollo, prevista dall’articolo 55 del D.P.R. 445/2000, e la successiva sottoscrizione delle clausole vessatorie su documenti informatici già firmati).

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Il bollo sull’atto informatico: un timido inizio di semplificazione?

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Partendo dal presupposto che le tasse vengono sempre pagate malvolentieri, probabilmente ce ne sono lacune più “odiose” di altre: e tra queste sicuramente rientra l’imposta di bollo sulle richieste e sugli atti emessi dalla Pubblica Amministrazione.

E nel caso di richiesta inviata via web o atto informatico emesso dall’Amministrazione, il pagamento dell’imposta di bollo rischia anche di diventare un ostacolo in più, talvolta insormontabile, soprattutto per quanto riguarda il pagamento, ma anche riguardo al conteggio; senza questa ultima modifica, si doveva infatti applicare la Tariffa, nella parte in cui prevede che la marca da bollo va conteggiata ogni 4 fogli (quindi pagine del file).

È di pochi giorni fa una notizia apparsa sul Corriere di Bologna (12/1/2014), in cui l’amministratore delegato di una multinazionale svedese, con una sede del territorio bolognese, si lamenta perché ha dovuto pagare ben 272 Euro corrispondenti ad altrettante marche da bollo per ritirare un’autorizzazione – che forse non era informatica, o che comunque era stata fatta prima dell’entrata in vigore della modifica normativa sull’imposta di bollo sull’atto informatico.

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Con la L. di Stabilità n. 147/2013 è stata invece prevista una – forse inattesa – semplificazione, che una volta tanto può dare una mano alla digitalizzazione: infatti ai commi 591 e seguenti si dice esplicitamente che “Per le istanze trasmesse per via telematica, l’imposta di cui al comma 1-bis (cioè le istanze trasmesse per via telematica agli organi della Pubblica Amministrazione) e’ dovuta nella misura forfettaria di euro 16,00 a prescindere dalla dimensione del documento”. Continue reading “Il bollo sull’atto informatico: un timido inizio di semplificazione?” »

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